mercoledì 9 settembre 2015

Umbricelli al Ragù, per tornare con sostanza!

E torno torno!!! Certo che torno! Tre mesi e mezzo senza pc e col blog abbandonato a se stesso, che blogger snaturata che sono!
Torno con un salato che ha molto soddisfatto marito e figli… per le novità ed i tanti avvenimenti di questi mesi ci sarà tempo! Intanto Buon Appetito J



Gli umbricelli, pasta “povera” per eccellenza (acqua e farina) sono grossi spaghetti fatti a mano caratteristici, anche se con lievi differenze nella forma, di tutta tutta l’Umbria. Da zona a zona può cambiare il nome, ma la sostanza resta… I vari nomi? Bigoli, brigoli, umbrichelle, lombrichelli, ciriole, anguillette, manfricoli, strangozzi, stringozzi e strozzapreti.
Il nome proviene dal dialetto umbro secondo cui l’umbrìco è il lombrico, e questa pasta somiglia proprio ad un lungo lombrico!
Particolare ed ironica è la definizione di strozzapreti, legata al periodo dello Stato Pontificio, durante il quale il popolo non amava particolarmente i preti perché riscuotevano le tasse per conto dello Stato; ciò generava malumore e istinti violenti tra la povera gente verso i prelati. Secondo altri si chiamerebbero strozzapreti perché le donne li preparavano quando non avevano più uova, dato che il prete le aveva “riscosse” tutte. Le donne allora, mentre impastavano farina e acqua maledicevano il prete augurando che si strozzasse nel mangiare le uova requisite.
Oggi rappresentano un’eccellenza umbra e sono proposti nei migliori ristoranti, rigorosamente fatti a mano!
Non li conoscevo, poi una sera mi capitò di guardare una trasmissione con Alessandro Borghese che li preparava e… e mi sono incuriosita!

La preparazione non è molto diversa da quella della comune pasta fresca fatta in casa.
Questa ricetta è leggermente più moderna rispetto al solo utilizzo di farina ed acqua, proviene da una massaia umbra quindi mi sono fidata! Dovremmo impastare a mano, ma l’impastatrice non è vietata J

4OOg farina 0, 100g semola rimacinata di grano duro, acqua fredda qb, un pizzichino di sale.



Mescolare i due tipi di farina ed il sale e disporre a fontana. Lavorando sulla spianatoia aggiungere acqua fino ad ottenere un impasto corposo, omogeneo ed elastico (medesima operazione con la planetaria, gancio impasti). Coprire con un canovaccio e lasciar riposare 15min. a questo punto stendere la sfoglia ad uno spessore di 8/10 mm. Tagliare delle strisce da ½ cm e rotolarle sulla spianatoia fino ad ottenere un lungo spaghetto da circa 25cm. Personalmente non ho steso la pasta, ma spezzettato la stessa e poi rotolati i pezzetti ottenendo ugualmente degli spaghettoni leggermente più corti della misura standard.


Il condimento più adatto? Di tutto!
Sono ottimi con qualsiasi condimento: mix di verdure e parmigiano, con funghi e tartufo, ragù di carne mista, sughi di pesce (tipici del Trasimeno), burro e salvia, alla maniera di Spoleto (una sorta di sugo all’arrabbiata fatta con pomodorini), con un gustoso battuto di pancetta soffritta con cipolla, carota, sedano ed erbe aromatiche… e poi spazio alla fantasia!




Notizie tratte da: saperefood.itnaturaebellezza.it.

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