mercoledì 30 dicembre 2015

Finire in dolcezza

Mi son detta… io non faccio bilanci di fine anno, ma non perché io sia perfetta (anzi!!), bensì perché viaggio su un altro binario e la mia deformazione professionale mi porta a tirare le somme a giugno invece che a dicembre J
Quindi bilanci no, bilancia sì e allora per festeggiare questo San Silvestro e l’arrivo del 2016 ci diamo alla dolcezza di una Panna Cotta d’autore e l’autrice è lei: Loretta Fanella, scoperta grazie al mio amico Fabio.

La ricetta è quella della

PANNA COTTA AL CAFFE’
CON BISCOTTO ALLA CANNELLA

che si trova qui, ma che per praticità copio di seguito!


PASTA FROLLA ALLA CANNELLA: 275g di burro morbido, 90g di zucchero a velo, 10g di tuorli, 250g di farina, 25g di amido di mais, 25g di fecola di patate, 4g di sale, 5g di cannella in polvere.

Montare il burro morbido con lo zucchero nella planetaria. Aggiungere i tuorli, il sale e la cannella. Terminare con le farine setacciate mescolando delicatamente l’impasto per non smontarlo troppo. Si può utilizzare subito o dopo averlo fatto riposare in frigorifero per un paio d’ore. La frolla sarà la base della panna cotta, i tempi di cottura (a 175°) variano a seconda della dimensione e dello spessore.


Consigli di Fabio da Fb: la frolla, essendo molto morbida, va stesa tra due fogli di carta forno e va messa in frigo per qualche minuto, poi si inforna con spiffero e va coppata da cotta (dopo 3 min dall’uscita dal forno)… nel fanclub Fb ci sono stati diversi tentativi per la “coppatura” della base, io mi sono trovata bene coppando, come altri, qualche minuto prima di fine cottura. Si reinforna e la frolla sarà cotta quando assumerà un bel colore ambrato.

PANNA COTTA AL CAFFÈ: 200g di panna fresca, 50g di caffè espresso, 65g di zucchero, 1 pizzico di sale, 4,5g di colla di pesce.

In una pentola mettere la panna, lo zucchero ed un pizzico di sale e lasciar scaldare per sciogliere lo zucchero. Togliere dal fuoco unire la colla di pesce idratata ed il caffè. Porre in stampini a mezza sfera. Lasciar freddare in frigorifero per 3 ore e congelare per staccarli dallo stampo.

Per la composizione del dolce è facile intuire che si dispone la base, sopra si adagia la panna cotta e si spolvera di cacao amaro… io ho aggiunto una gelatina di caffè (sempre dalle ricette di Loretta Fanella) ed il chicco.
  

La seconda versione, un po' personalizzata, prevede una frolla al cacao: ho praticamente sostituito 30g di farina con altrettanti di cacao amaro in polvere setacciato 3 volte con le altre polveri e non ho utilizzato la cannella, in luogo della quale ho osato qualche scaglietta di cioccolato fondente al 70%. Nella composizione finale ho aggiunto una riduzione di amaretto, ottenuta facendo cuocere a fuoco dolcissimo per 15/20 minuti un bicchierino di liquore ed un biscotto alla cannella (acquistato e dimorante nella mia dispensa J ), il tocco finale l’ho dato con le mandorle in granella.



Ehi! Che aspettate???
C'è ancora tempo per preparare questo dolcissimo dessert di fine anno!
Filare ai fornelli! Avanti marsh!

e…

BUON 2016

giovedì 17 dicembre 2015

Marco's 21th B-Day

21 anni sono pochi… o forse no, di certo sono tanti quando ti rendi conto che a compierli è tuo figlio e che il tempo è letteralmente volato…
…ma la retorica non mi piace e quindi ricettiamo che è meglio!!

La mia Foresta Nera 



1 PAN DI SPAGNA AL CACAO in teglia da 26cm di diametro: 250g di uova, 150g di zucchero, 110g di farina (o farina e fecola metà/metà), 40g cacao amaro. Setacciare le polveri 3 volte.
Prescaldare il forno a 180°. Montare le uova intere con lo zucchero per 15/20 min. Incorporare alla montata di uova le polveri delicatamente, l’operazione può essere effettuata o a mano con una spatola o con planetaria a velocità 1… far sempre attenzione a non smontare l’impasto.
Trasferire in teglia imburrata ed infarinata ed infornare a 180° per 30/35 min. o fino a cottura (fare la prova stecchino). Sformare subito e lasciar raffreddare o su carta da forno “inzuccherata” o su una gratella.

COULIS DI CILIEGIE O AMARENE: 500g di ciliegie o amarene, 2 cucchiai di zucchero.
Denocciolare la frutta, mettere da parte qualche frutto fresco*, il resto va cotto in padella con lo zucchero per una decina di minuti.

Altri ingredienti: maraschino o kirsh, panna fresca, 100g cioccolato fondente, confettura di ciliegie o amarene.

Il pds va preparato almeno il giorno prima della farcitura. Al momento di farcire tagliarlo in 3 dischi che andranno bagnati con lo sciroppo della coulis di ciliegie diluito con un goccio di liquore… se fosse troppo denso si può diluire con un po’ d’acqua. Montare la panna. Coprire il primo strato di pds con la confettura, poi con la panna e sopra la panna adagiare i frutti “cotti”. Coprire col secondo strato, bagnare, mettere confettura, panna e frutti… coprire con l’ultimo strato anch’esso leggermente bagnato. Lasciar riposare in frigo almeno un paio d’ore, dopodiché si può procedere alla copertura della torta: rivestire con la panna, cospargere i bordi con il cioccolato fondente grossolanamente tagliato a coltello e decorare con panna… rifinire con le ciliegie lasciate da parte*… e la torta è fatta ;)



Per semplificare o per farla in inverno, periodo in cui notoriamente non troviamo le ciliegie e le amarene, potremmo utilizzare le ciliegie o le amarene sciroppate in luogo della coulis… con lo sciroppo bagneremo il pds e con i frutti farciremo e decoreremo la torta.





Che dire? Due Foresta Nera in 3 giorni direi che è un ottimo risultato, no? ;) e…


Auguri Marco!

La leggenda della Foresta Nera qui.

mercoledì 11 novembre 2015

Gli Ingredienti Magici: il latticello

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Il Latticello, meglio noto come BUTTERMILK, è un ingrediente base per i muffin e le cakes anglo-americane e una volta si otteneva dalla preparazione casalinga del burro.
Si lasciavano inacidire i residui della lavorazione e si otteneva quindi la parte sierosa scomposta dalla sua componente grassa, il "latte del burro" ovvero "latticello".
Oggi è ottenuto facendo fermentare A LUNGO (un giorno), e con fermenti lattici, il liquido residuo della lavorazione della panna per ottenere il burro.
Senza la fermentazione quel liquido non ha né il sapore, né l'acidità, né le proprietà tipiche del vero latticello, non è altro che un quasi-latte.

In Italia non è semplice trovare questo ingrediente, ma in alcuni super e hard discount inizia a comparire!

È bene precisare che il latticello:

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-non è siero di latte;
-non è una miscela di latte e yogurt;
-non è latte acidificato con aceto, limone o acidi di qualunque genere;
-non è il liquido che si separa dalla panna quando si fa il burro;
-non è uno yogurt con un altro nome;
-non è latte fermentato.



Tutti quelli descritti sono SOSTITUTIVI e si possono preparare in casa:

1. Il miglior sostituto del latticello è e resta lo yogurt perché ha le stesse proprietà in quanto fermentato con fermenti lattici. Sostituire il latticello con pari quantità di yogurt o, meglio ancora, metà latte/metà yogurt.

2. MISCELA DI LATTE E YOGURT di Laurel Evans (da “Buon Appetito America” ed. Tommasi)
150g yogurt bianco, 50g latte, 1 cucchiaino di succo di limone.
Mescolare bene tutti gli ingredienti e lasciare riposare a temperatura ambiente per 5-10 minuti e poi usarlo come indicato nella ricetta.

3. Si trova spesso online una ricetta di LATTE ACIDIFICATO fatto passare per latticello e si preparerebbe così: 150g di latte, 1 cucchiaio di succo di limone.
Mescolare i due ingredienti e lasciar riposare a temperatura ambiente per circa 20 minuti. Usarlo come indicato nella ricetta… questo però NON è latticello e non diventerà mai un latticello con fermenti lattici!! Il risultato ha l’aspetto di una cagliata, il mio consiglio è di non utilizzare questa soluzione.

4. SIMIL-LATTICELLO
Una buona panna fresca, delle ciotole, uno sbattitore e dei panni pulitissimi.

Versare la panna nella ciotola ed iniziare a montare… si deve proseguire ad oltranza perché ad un certo punto i grassi inizieranno a separarsi dai liquidi (il latticello non fermentato)… attendere il momento in cui tutti i grassi saranno imprigionati dalle fruste, quello è burro! Nel frattempo preparare un panno pulito e ben lavato, posizionarlo su una vaschetta… adagiare sul panno il burro ottenuto ed iniziare a strizzare eliminando il più possibile il latticello. Dopodiché passare il panetto di burro sotto acqua corrente fresca eliminando così le tracce di proteine che ne diminuirebbero la conservabilità. Raccogliere il liquido rimasto nella ciotola dove era stata montata la panna, insieme a quello strizzato… si otterranno in pochissimo tempo dell'ottimo burro ed un liquido molto simile al latticello! …peccato che a questo liquido mancheranno del tutto i fermenti lattici che invece dovrebbero caratterizzarlo. 


Questo mio post è apparso per la prima volta su FB/Dolci Folly nel novembre 2012.

martedì 27 ottobre 2015

Il Battesimo di Simone

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È passato qualche mese, ma queste foto occhieggiano dalle miriadi di cartelle di immagini delle mie creazioni più o meno riuscite…


Questa è la torta di Battesimo del mio “figlioccio” SIMONE J


A grande richiesta da parte delle sorelle maggiori ho preparato una normalissima millefoglie con Crema Diplomatica e Crema al Cioccolato.


Il Fonte Battesimale è un pan di spagna farcito con le stesse creme.



La decorazione è tutta in panna bianca e azzurra, i “medaglioni” in pasta di zucchero, confettini e da ultimi i biscotti a sostegno dei bordi J


sabato 24 ottobre 2015

Gli Ingredienti Magici: la Vaniglia

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La vaniglia è una varietà di orchidea che viene coltivata esclusivamente per la produzione della spezia più famosa al mondo.
Originaria del Messico, è coltivata in tutte le regioni tropicali, in Africa e in Oceania; ma quella più pregiata, la vaniglia Bourbon, proviene dall'isola Reunion e dal Madagascar. La pianta ha foglie carnose di color verde scuro e produce dei bellissimi fiori gialli dalla vita molto breve (appena due giorni). I suoi frutti, i baccelli, vengono utilizzati per aromatizzare i nostri piatti. Occorrono 3 anni prima che una pianta fiorisca ma, se ben curata, continuerà a produrre fiori per almeno altri 10 anni, con una media di 100 baccelli per anno.
I baccelli, lunghi fino a 30 centimetri, maturano dopo sei-otto mesi circa dalla loro impollinazione. Vengono raccolti quando non hanno ancora raggiunto la completa e sottoposti ad un particolare processo di fermentazione ed essiccazione.
A seconda della preparazione il baccello di vaniglia si utilizza intero, spezzettato, oppure si apre per estrarne i semi. Il baccello buono deve essere nero, morbido, di aroma intenso.
Nella cucina orientale ed africana la vaniglia si può trovare in alcuni piatti salati, in quella italiana il suo impiego esclusivamente in pasticceria: si usa per aromatizzare la cioccolata, il latte o la panna, lo zucchero, le torte, i gelati, le bevande ed i liquori. Se utilizzato per insaporire creme o salse, passato sotto l'acqua corrente ed asciugato con cura, può essere anche reimpiegato successivamente.
La vaniglia ha proprietà stimolanti ed antisettiche che agiscono su stomaco e organismo, è altamente afrodisiaca ed è da molti considerata la più deliziosa tra tutte le spezie.
Secondo studi più recenti la vaniglia agirebbe anche da antidepressivo per la presenza di molecole molto affini ai feromoni umani.

TIPI DI VANIGLIA

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La Vaniglia Bourbon: i lunghi baccelli della vaniglia Bourbon dell'isola Reunion sono di una qualità eccezionale. La tecnica di trasformazione della vaniglia Bourbon è molto complessa; al fine di evitare la perdita dell'olio essenziale è richiesta al produttore una lunga esperienza. La vaniglia Bourbon si sposa perfettamente con la cannella, l'anice, il chiodo di garofano, lo zenzero e il cardamomo.

La Vaniglia Tahiti: il baccello della vaniglia Tahiti è di colore marrone scuro, molto carnoso e spesso. Il profumo è delicato e caldo, zuccherato come un pan di spezie, nello stesso tempo sviluppa una nota fruttata alla prugna. Il prezzo della vaniglia Tahiti è molto elevato, dovuto a una produzione mondiale molto limitata.

La Vaniglia Tahitensis: il baccello della vaniglia Tahitensis è di colore marrone scuro, carnoso e spesso. Il profumo è speziato, caldo, con un nota di anice. La vaniglia Tahitensis prodotta in Papua Nuova Guinea è considerata tra le migliori vaniglie al mondo.

DUE PAROLE SULLA VANILLINA
Molti immaginano che vaniglia e vanillina (o vaniglina/etilvanillina) siano la stessa cosa, in realtà tra le due vi è una notevole differenza.
La vanillina è la sostanza aromatica principale presente nella vaniglia naturale, responsabile del suo sapore… identificata per la prima volta nel 1858, da Nicolas-Theodore Gobley. Il fatto che la vaniglia contenga per natura vanillina non basta per definire identiche le due sostanze, in quanto la vaniglia naturale contiene, oltre alla vanillina, più di 250 sostanze aromatiche e questa differenza fa in modo che, utilizzando vaniglia o vanillina vere, il risultato finale sia un bouquet di profumi e sapori mai uguali.
La vanillina, per come la conosciamo noi, è invece un aroma di sintesi ottenuto chimicamente da alcune frazioni del petrolio o dai residui della cellulosa (più precisamente dalla lignina contenuta nelle acque reflue delle cartiere)! Per la sua produzione è opportuno che la "sintesi" sia fatta con le migliori accortezze, eliminando ogni tipo di sostanza chimica utilizzata per la sua produzione (come il solvente toluene)… certo se questo fosse rispettato… Una vanillina non ben purificata può costare meno, ma può avere anche degli aromi non desiderati o peggiO… il 27 aprile 2010 un grandissimo lotto di vanillina sintetica proveniente dalla Norvegia fu ritirato dal mercato perché la vanillina era contaminata con il toluene… e che dire del fatto che la stragrande maggioranza della vanillina artificiale venduta in Europa, e nel resto del mondo, è prodotta in Cina?
Spesso la vanillina artificiale non è nemmeno quella descritta fin qui, ma etilvanillina, una molecola inesistente in natura e più potente della vanillina… così innocua che viene classificata come irritante per la cute, per le vie respiratorie, nociva per ingestione e molto irritate per gli occhi!

Riflettiamo: è necessario utilizzarla? Vaniglia ed estratto di vaniglia autentico costano tantissimo ed il loro utilizzo, nelle nostre produzioni casalinghe, potrebbe essere evitato perché oltre l'aroma c'è di più: l'industria alimentare utilizza questa sostanza per invogliare al consumo, per inebriare il consumatore che, attratto dai sapori e dai profumi, è indotto a consumare in maniera costante e sistematica questo o quel prodotto… in casa non si rende necessario questo stratagemma…
Esiste un trucchetto che però ci permetterebbe di utilizzare le costose bacche sfruttando a lungo il loro aroma: aprire delicatamente la bacca e metterla in un barattolo di vetro con 1kg di zucchero… chiudere ed ogni tanto scuotere il barattolo… dopo qualche giorno si avrà uno zucchero alla vaniglia che sostituirà benissimo sia i semi, sia le bacche, sia la vanillina, sia l'estratto… ovviamente nelle nostre ricette sostituirà lo zucchero… dopodiché la bacca sarà riutilizzabile, magari l'aroma sarà un po' più debole, ma fino a quando l'odore si sentirà potremo ripetere l'operazione "zucchero alla vaniglia"!

Fonti:

sabato 17 ottobre 2015

Da Sweety of Milano: il Dolce d'Autunno di Santin

Era il mese di luglio quando decisi di partecipare all’evento dell’anno: lo Sweety of Milano, primo ed unico grande evento che permetteva l’incontro con i più grandi pasticceri italiani del momento.

Da Massari a Fabbri, da Santin a Montersino, a Galla, a Biasetto, a Servida, a Comaschi, a Dianin, a De Riso, a Fusto…
Ciascuno avrebbe avuto un proprio stand e sarebbe stato disponibile per il pubblico appassionato del settore e, soprattutto, ognuno di loro avrebbe tenuto una masterclass su un prodotto particolare di pasticceria! Per me un sogno!
Acquisto il biglietto online per le due giornate e temporeggio per la prenotazione del viaggio e dell’hotel… temporeggio perché a settembre avrei ripreso il mio lavoro, ma in una nuova scuola per cui non potevo conoscere né orari, né impegni previsti dal 18 al 21 settembre… temporeggio, riprendo a lavorare e mi accorgo dell’impossibilità di essere presente all’evento!

Una delusione che MI HA PRESO IL CUORE!!

…dai racconti più o meno in tempo reale degli amici presenti allo Sweety trasparivano gioia, entusiasmo, passione… grazie a questo e all’amore comune per la pasticceria, dopo qualche giorno nel Fan Club del "Black" Santin si è iniziato a parlare della meraviglia presentata durante la sua masterclass (e Dio solo sa se avrei voluto vederlo all’opera!): il Dolce d’Autunno!

Dalle foto sembrava qualcosa di stupefacente… così lui e la grande Pinella hanno avuto l’idea di un piccolo contest interno al Fan Club, REPLICARE la torta del Maestro, anche apportando qualche variante… la migliore creazione avrebbe ottenuto l’elogio di Santin… e tanto bastava!

Sono seguiti giorni da delirio nel Fan club, tra chi non trovava la pasta di marroni, chi già aveva realizzato il dolce e ne decantava la bontà… il termine fissato per il 7 ottobre a me stava stretto, mooolto stretto per via degli impegni di lavoro, e così ho tentato la richiesta di una proroga J ottenuta J


Ne è nata questa monoporzione, seguita dalla Tarte vera e propria, offerta domenica scorsa ai miei fratelli ospiti a pranzo… mio marito che non è un grande amante di dolciumi ha fatto il bis… il ter… e poi non ce n’era più altrimenti avrebbe continuato! Dolce sublime!!! 

Grazie Santin, grazie Pinella,
grazie Fan Club J




La ricetta è sul sito del Maestro: qui.




foto by Tetè
foto by Tetè
foto by Tetè
La composizione originale: frolla cacao/mandorla per crostate, velo di pasticciera ricca, biscotto alla nocciola, ciuffi di cremoso al cioccolato al latte, ciuffi di chantilly ai marroni, piccoli spuntoni di gelatina di pere.


Cosa ho variato: frolla cacao/castagna, pasticciera senza uova, biscotto al pistacchio, cremoso al cioccolato gianduja, mezze pere sciroppate al vino novello, gelatina di vin brulé, chicchi di melagrana e dadini di biscotto.

L’assaggio?

Una sinfonia di sapori autunnali!

mercoledì 9 settembre 2015

Umbricelli al Ragù, per tornare con sostanza!

E torno torno!!! Certo che torno! Tre mesi e mezzo senza pc e col blog abbandonato a se stesso, che blogger snaturata che sono!
Torno con un salato che ha molto soddisfatto marito e figli… per le novità ed i tanti avvenimenti di questi mesi ci sarà tempo! Intanto Buon Appetito J



Gli umbricelli, pasta “povera” per eccellenza (acqua e farina) sono grossi spaghetti fatti a mano caratteristici, anche se con lievi differenze nella forma, di tutta tutta l’Umbria. Da zona a zona può cambiare il nome, ma la sostanza resta… I vari nomi? Bigoli, brigoli, umbrichelle, lombrichelli, ciriole, anguillette, manfricoli, strangozzi, stringozzi e strozzapreti.
Il nome proviene dal dialetto umbro secondo cui l’umbrìco è il lombrico, e questa pasta somiglia proprio ad un lungo lombrico!
Particolare ed ironica è la definizione di strozzapreti, legata al periodo dello Stato Pontificio, durante il quale il popolo non amava particolarmente i preti perché riscuotevano le tasse per conto dello Stato; ciò generava malumore e istinti violenti tra la povera gente verso i prelati. Secondo altri si chiamerebbero strozzapreti perché le donne li preparavano quando non avevano più uova, dato che il prete le aveva “riscosse” tutte. Le donne allora, mentre impastavano farina e acqua maledicevano il prete augurando che si strozzasse nel mangiare le uova requisite.
Oggi rappresentano un’eccellenza umbra e sono proposti nei migliori ristoranti, rigorosamente fatti a mano!
Non li conoscevo, poi una sera mi capitò di guardare una trasmissione con Alessandro Borghese che li preparava e… e mi sono incuriosita!

La preparazione non è molto diversa da quella della comune pasta fresca fatta in casa.
Questa ricetta è leggermente più moderna rispetto al solo utilizzo di farina ed acqua, proviene da una massaia umbra quindi mi sono fidata! Dovremmo impastare a mano, ma l’impastatrice non è vietata J

4OOg farina 0, 100g semola rimacinata di grano duro, acqua fredda qb, un pizzichino di sale.



Mescolare i due tipi di farina ed il sale e disporre a fontana. Lavorando sulla spianatoia aggiungere acqua fino ad ottenere un impasto corposo, omogeneo ed elastico (medesima operazione con la planetaria, gancio impasti). Coprire con un canovaccio e lasciar riposare 15min. a questo punto stendere la sfoglia ad uno spessore di 8/10 mm. Tagliare delle strisce da ½ cm e rotolarle sulla spianatoia fino ad ottenere un lungo spaghetto da circa 25cm. Personalmente non ho steso la pasta, ma spezzettato la stessa e poi rotolati i pezzetti ottenendo ugualmente degli spaghettoni leggermente più corti della misura standard.


Il condimento più adatto? Di tutto!
Sono ottimi con qualsiasi condimento: mix di verdure e parmigiano, con funghi e tartufo, ragù di carne mista, sughi di pesce (tipici del Trasimeno), burro e salvia, alla maniera di Spoleto (una sorta di sugo all’arrabbiata fatta con pomodorini), con un gustoso battuto di pancetta soffritta con cipolla, carota, sedano ed erbe aromatiche… e poi spazio alla fantasia!




Notizie tratte da: saperefood.itnaturaebellezza.it.

domenica 24 maggio 2015

French Toast & French Toast Roll Up

L’espressione French Toast viene comunemente tradotta con “Toast alla francese” anche se pare che questo tipo di preparazione sia nato in America… in Francia è, tuttavia, associato al Pain Perdu, alla lettera “pane perso”, una preparazione dolce a base di pane raffermo o avanzi di pane… per la serie nonsibuttavianulla!!!
Questo French Toast è un dolcetto adatto alla colazione o ad una sostanziosa merenda, ed è semplicissimo anche per i più pigri in cucina! Infatti è più un assemblaggio di ingredienti che una vera e propria ricetta… una volta imparato il procedimento si possono realizzare infinite combinazioni di sapori… marmellate, confetture, cioccolata, caramello, salse di frutta, frutta fresca, frutta secca, panna, crème fraîche, spezie… finanche combinazioni salate con robiola, stracchino, verdure e tutto ciò che la fantasia suggerisce!   
…ma ovviamente io sono solita complicarmi la vita e, invece di iniziare imparando a preparare il classico French Toast, ho iniziato col French Toast ARROTOLATO, roll up!



Il risultato è così piacevole da sembrare un “piattino” gourmet che  si scioglie in bocca!

x 8 French Toast Roll Up: 8 fette di pane da tramezzino (o pancarré a cui andrà tolta la crosta), crema spalmabile al cioccolato (tipo nutella x intenderci), marmellata a piacere (io uva spina), 2 uova, 3 cucchiai di latte, zucchero semolato q.b. (io di canna moscovado), cannella in polvere, mandorle a lamelle q.b., burro,… volendo si possono servire con sciroppo d’acero o con una coulis di frutta.
 
Come si fa? Occhio al DIY - source image

“Appiattire” il pane con una passata di matterello. Stendere la cioccolata o la marmellata su metà fetta di pane. Arrotolare il pane e ripetere fino a terminare le fette.
Sbattere le uova con il latte… io ho arricchito con una goccia (una sola, davvero!!) di rhum ed un pizzico di zucchero e tenere da parte.
In un piatto piano mescolare zucchero e cannella q.b. …diciamo che dovremo rotolarci i rotolini :P non son stata a guardare al “grammo”.


Sciogliere, in padella antiaderente e a fuoco dolce, un cucchiaio di burro. Immergere i rotolini nell’uovo/latte poi disporli in padella con la parte di giuntura verso il basso in modo che si sigilli subito. Girare spesso i rolls fino a doratura omogena… togliendoli dalla padella rotolarli ancora caldssimi nel misto zucchero/cannella, io ho aggiunto anche le mandorle a lamelle!!
Servire con sciroppo d'acero o coulis di frutta fresca… WOW!

Consigli
  • Spolverare di zucchero il pane prima di spalmare creme o marmellate.
  • Non usare un fuoco troppo alto, altrimenti, l'esterno risulterà bruciato e l'interno ancora freddo.
  • Evitare di inzuppare eccessivamente il pane nell'uovo, il passaggio deve essere rapido.
  • Utilizzando del pane raffermo a fetta larga, a cui toglieremo la crosta e che appiattiremo esattamente come fosse pancarrè, i French Toast verranno perfetti. Il pancarrè, effettivamente, tende ad assorbire troppo uovo e a rimanere troppo morbido in cottura.
  • L'uovo rimasto, dopo aver preparato i French Toast, può essere usato per preparare delle uova strapazzate sia dolci, sia salate.
  • Lasciando riposare le uova per 10-15 minuti a t. amb. prima di romperle, aderiranno meglio al pane.
  • Il misto uova/latte perfetto sarebbe quello costituito da una quantità di latte e uova in ugual proporzione.
  • Usando un pane raffermo già dolce o speziato si può evitare l’uso delle spezie.
Uhm… direi che anche i più pigri potrebbero provarci, no? ;)


Spunti presi da: The girl who ate everything