mercoledì 23 luglio 2014

Salmone ai Semi di Sesamo e Papavero - photo post -

♪ ♫ ♯ e la chiamano estate questa estate senza soleeee
…il profumo del mare non lo sento, non c'è più  ♪ ♫ ♯
♪ ♫ ♯ allora consoliamoci con del pesce di qualitààààà  ♪ ♫ ♯
(adattamento da E la chiamano estate di Califano, Zanin, Martino)

Eheheheh dai, mi andava di scherzare un po’ nel presentare le foto di questi piatti risalenti all’epoca del CF’s Family Tester… piatti di favoloso pesce RIA: salmone, tonno e spada affumicati e variamente consumati… le foto parlano da sole… e sembrano far tornare un po’ di sole in questa estate così grigia…

Per oggi sogniamo con questo piatto!!

Salmone ai Semi di Sesamo e Papavero
su Cestini di Grana e Carote
con insalatina di stagione


martedì 22 luglio 2014

Prepariamo i Bagels?

Dopo ogni bella storia, un po’ come al cinema, non si può che metter qualcosa sotto i denti… quindi? Quindi prepariamoli, su!!

BAGELS
libera interpretazione della ricetta di Laurel Evans in Buon Appetito America

x 8 bagels da 100g ciascuno o 16 mini bagels da 50g:
540g di farina 0 (io farina macinata a pietra tipo 2), 1 bustina di lievito di birra disidratato (io 30g LM in polvere), 300ml d’acqua, 2 cucchiaini di miele, 12g di sale, 1 cucchiaino di bicarbonato, semi di sesamo (o di papavero, di girasole, di lino, di finocchietto,…), 1 uovo.


La ricetta originale prevede di lavorare sulla spianatoia con farina a fontana al cui centro si pongono il lievito, l’acqua tiepida ed uno dei due cucchiaini di miele… dopo l’amalgama si aggiungerebbe il sale e si continuerebbe fino ad ottenere un impasto liscio, lavorabile e non appiccicoso…


Io però lavoro con la planetaria, quindi mettere nella ciotola la farina setacciata ed il lievito e mescolare per bene; montare il gancio da impasti, azionare la macchina a vel.2 ed iniziare a versare acqua tiepida mescolata con 1 cucchiaino di miele mentre la macchina lavora… prima che l’impasto inizi ad incordare aggiungere il sale e completare. Anche con la planetaria occorre impastare fino a che si ottiene una massa liscia, lavorabile e non appiccicosa.


Formare una palla e porla in una ciotola spennellata con olio, impellicolare e lasciar lievitare fino al raddoppio del volume iniziale. A questo punto sgonfiare leggermente l’impasto e dividerlo in 8 pezzi da circa 100g ciascuno o in 16 pezzi da 50g. Formare delle palline e con un dito fare il buco centrale cercando di allargarlo per bene (stringerà di nuovo in seguito). Porre su un vassoio e lasciar riposare giusto il tempo di far bollire una caldaietta piena d’acqua a cui si aggiungeranno il bicarbonato ed il secondo cucchiaino di miele.


Intanto prescaldare il forno a 180°.
Quando l’acqua bolle, lessare i bagels uno alla volta (nel caso si scelga di fare dei mini bagels si potrebbero lessare due alla volta) cuocendoli per un paio di minuti e girandoli una volta. Raccogliere i bagels con un mestolo forato e adagiarli su un vassoio coperto con un canovaccio che possa assorbire eventuale acqua in eccesso. Una volta lessati tutti, lucidarli con l’uovo sbattuto con un goccio d’acqua o latte e cospargere con i semi prescelti.
Disporre su una teglia coperta con carta da forno ed infornare per una trentina di minuti… controllare la doratura della superficie, sono pronti quando sono ben dorati in superficie, potrebbe occorrere meno tempo a seconda del forno.


Raffreddare su una gratella… farcire con tutto ciò che incontra i propri gusti J

lunedì 21 luglio 2014

Un'altra storia "col buco": i bagels

Devo avere una qualche passione nascosta per gli alimenti “acciambellati” J ed i Bagels sono proprio anch’essi ciambelle!!
 
image from thebagel.ca
Dove e quando sono nati? Chi li ha inventati? C'è un certo dibattito tra gli storici circa la loro origine, ma ormai questo lo sappiamo, è così per tutti i piatti tipici ed in questi anni di racconti di cucina l’ho ripetuto più volte… Già sul nome non si è tutti d’accordo: in Yiddish era beygel, nella Germania centro-settentrionale era bouc e in tedesco antico antico boug, cioè anello e/o bracciale; altra possibile origine del nome bagel è la provenienza dalla parola tedesca bügel con cui si indicava una particolare pagnotta di pane.

image from wildyeastblog.com

Alcuni storici attribuiscono l’invenzione dei panini col buco ad un fornaio viennese il quale, si dice, con questo prodotto volle commemorare la vittoria del re polacco Jan III Sobieski contro l’invasione ottomana del 1683. Il fornaio diede al pane la forma delle staffe dei cavalli.
Leo Rosten (insegnante, accademico, meglio conosciuto come umorista nel campo della sceneggiatura, storywriting, giornalismo e lessicografia yiddish) rileva, in The Joys of Yiddish, che la prima volta che la parola bagel si trova su carta stampa è nei Regolamenti Comunitari di Cracovia (Community Regulations of Cracow) del 1610 e il bagel era il dono che si faceva alle partorienti… forse perché  in molte culture la forma circolare rappresenta il ciclo di vita che scorre in un continuum ed è augurio di buona fortuna.
Come per tutti i prodotti studiati fino ad oggi, non poteva mancare il mistero sulla ricetta originale… per cui l'arte del bagel era un segreto gelosamente custodito. Pensate che la International Beigel Bakers' Union, fondata a New York nel 1907 (oggi sciolta), aveva tra le regole fondamentali l’ordine di tramandare l’arte del bagel, solo agli apprendisti che fossero figli dei soci.

Ora esistono due versioni riguardo alla diffusione e alla produzione industriale di questi panini…

1.      Una versione racconta che nel 1927, il panettiere polacco Harry Lender si trasferì a New Haven, Connecticut, USA, e fondò la prima fabbrica di bagel al di fuori di New York City. La sua azienda è accreditata come la prima produttrice di bagel congelati degli Usa e la prima a distribuire i bagels nei supermercati.


2.      L’altra versione dice che qualche tempo dopo la I Guerra Mondiale, Meyer "Mickey" Thompson, figlio di un fornaio di Winnipeg, Canada, inventò una macchina da bagel… nel corso degli anni ne costruì diversi modelli, ma ognuna aveva grossi difetti: una troppo lenta per la produzione industriale, un’altra ostacolava la lievitazione, una terza funzionava alla perfezione, ma troppo costosa e complicata da costruire. Nei primi anni ‘60, il figlio di Thompson, Daniel, inventò una macchina in grado di produrre da 200 a 400 ciambelle l'ora. La prima di queste macchine fu installata in un garage a New Haven, dove Lender (il panettiere della prima versione, o suo figlio) stava allestendo la prima produzione di bagels congelati.

 
image from 1690wmlb.com
Ma c’è un’altra versione della storia, una versione più affascinante che parte dalle supposizioni di Maria Balinska nel suo libro The Bagel: The Surprising History of a Modest Bread… La Balinska è una giornalista ebreo-polacca che lavora alla BBC come produttore e redattore da oltre 20 anni.
Sappiamo che il concetto di alimento col buco al centro è un concetto molto vecchio (lo raccontavo anche qui), la Balinska in effetti individua diversi prodotti “col buco” provenienti da ogni parte della Terra, compresi i cracker rotondi, fino ai taralli pugliesi, passando dalle parti del buccellatum romano e della girde cinese… nonostante questo excursus tra le ciambelle col buco, la Balinska non nota che anche gli Antichi Egizi e tutti i popoli del Mediterraneo si cibavano con alimenti deliziosi a forma di ciambella, principalmente se ne distinguono due tipi: alcuni più morbidi, ancora oggi tradizionali in Israele, chiamati bagele e che si consumano o da soli o immersi nella za'atar (una combinazione di spezie, erbe aromatiche, semi e sale); altri più croccanti, simili al ka'ak siriano, aromatizzati e molto simili a dei taralli

image from itsbageltime.com
Gli studi non rilevano che i prodotti più antichi venissero prima bolliti, la Balinska sostiene che il bagel bollito e poi passato in forno, così come lo conosciamo noi, provenga dalla sua patria… anzi lei afferma anche che la storia della produzione del primo bagel a Vienna come celebrazione della cacciata dei Turchi, sia speculativa e fittizia perché non del tutto vera. La giornalista racconta che intorno al XVII sec. la Polonia era considerata il granaio d’Europa e che proprio il re Jan Sobieski non confermò un decreto del 1496 che permetteva la produzione di pane bianco sbollentato solo ai panettieri ufficiali di Cracovia. Questa apertura fu apprezzata soprattutto dagli ebrei, che potevano finalmente fare il loro pane tradizionale senza imposizione alcuna. È solo a questo punto che si inserirebbe, secondo la giornalista, la storia del panettiere viennese…
Alla fin fine, come dice anche la Balinska, qualunque sia la sua origine, il bagel fu creato comunque in onore di Jan Sobieski, la sua storia e la sua vittoria hanno resistito al tempo giungendo fino a noi.
La Balinska è tuttavia convinta che il bagel non abbia attraversato i secoli solo per la sua leggenda, ma anche perché era un ottimo prodotto e a suo vantaggio aveva la superiore durata rispetto al pane comune, oltre al fatto che se si fosse leggermente indurito, bastava immergerlo in un liquido caldo per farlo tornare morbido e consumabile… un pane che non si prestava allo spreco insomma!

Per quanto riguarda l’arrivo del bagel negli USA la data e la modalità non sono molto chiare, si pensa al 1880, a seguito dell'immigrazione di centinaia di migliaia di ebrei provenienti dall'Europa orientale, fatto sta che nel 1900 già esistevano 70 panifici che producevano bagels nel Lower East Side. Solo in seguito nacque la International Beigel Bakers' Union che monopolizzò la produzione dei bagels in tutta New York City per molto tempo… ma gli immigrati dell’Est europeo avevano nostalgia dei prodotti della loro terra d’origine, fu per questo che gli ebrei del Lower East Side crearono un fiorente mercato di pani e prodotti tipici della loro patria.

I bagels oggi si consumano soprattutto farciti e costituiscono un goloso piatto unico...

image from sparklingmagazine.com

Per la farcitura, l’ideale è abbinare fibre e proteine. Quindi largo a verdura, come peperoni arrosto, pomodori freschi e hummus di melanzane... e poi, pastrami di manzo (specialità est europea costituita da sottili fette di carne succulenta -in genere di manzo- speziata e affumicata... oppure uovo sodo affettato, cipolla rossa di Tropea, salmone affumicato e aceto balsamico... o anche fette di tacchino arrosto, lattuga, pomodori e maionese... e ancora tonno e olive... la farcitura più classica è quella con formaggio cremoso e salmone... ed il bello è che possono essere farciti anche con burro e marmellata, cioccolata, panna e fragole... tuttavia...

spazio alla fantasia J
…e la ricetta? Domani, pazienza su, su J


giovedì 17 luglio 2014

Un compleanno tutto viola - Rebecca compie 6 anni!

Sembra che nessuno tra i miei conoscenti voglia più la pasta di zucchero (ed io li ringrazio vivamente :D )… iniziammo con la torta decorata all’ultimo minuto per Greta, poi quella per il Battesimo di mio nipote Matteo… ed ora la torta per il sesto compleanno di Rebecca…

“Zia, voglio la torta di Violetta e quella delle Winx…”
“Bè, no… o Violetta, o le Winx”!!!
“Facciamo che fai una linea in mezzo, da una parte Violetta e dall’altra le Winx”! J
“Reby… devi scegliere, entrambi i personaggi no”…
“Ok, allora Violetta… vediamo le torte sul cellulare?”

Ed è così che “abbiamo” scelto il soggetto della torta per la sua festa di compleanno… al ché chiedo come le piacerebbe, quali gusti avrei dovuto preferire e lei:
“La voglio tutta a panna”!
Benissimo… torta per una sessantina di persone, decoro semplice… bè sì, lavoro di sac à poche… che ce vò??


L’idea di fare una torta che contenesse solo panna non mi allettava molto, avevo messo l’occhio su un dolce e volevo sperimentarlo ad ogni costo… si tratta del Gâteau Antillais di cui avevo letto su un gruppo FB francese, pare sia un dolce tradizionale ed estivo più che mai… anche se si tratta di un comunissimo Pan di Spagna aromatizzato e farcito… una Piña Colada con più cocco, meno ananas e senza rhum… avevo scovato del latte di cocco al super e dovevo utilizzarlo ;) quella ricetta mi stuzzicava…

Il fatto era, dopo aver deciso per questo tipo di torta, che avevo da seguire la Brioche Parisienne e questa mi avrebbe impegnata per tutti i 3 giorni che precedevano la festa di Rebecca… quindi dovevo pensare a qualcosa di più veloce… una Millefoglie! Una torta Diplomatica! Certo che se avessi deciso di preparare la sfoglia in casa non avrei avuto nessuna preparazione veloce… per una volta mi sono concessa l’acquisto della sfoglia pronta a cuocere, assicurandomi che fosse il più sana possibile (niente grassi idrogenati, margarina, olio di palma & Co.) ed ho preparato un pds basso che andasse a costituire la parte centrale della torta…
La crema? Ah, sì, eccola!!

Crema delle Antille
Ingredienti per una Torta Diplomatica da 40x35, doppia farcia (ovvero il triplo di ciò che occorrerebbe per un pds da 22cm): 500g latte di cocco, 500g latte condensato, 50g succo d’ananas naturale, 80g amido di mais, un pizzico di cannella, la scorza grattugiata di 1 limone... dell'ananas fresco o in scatola al naturale che mi è servito per farcire la torta.

Setacciare l’amido di mais ed unirlo al latte di cocco… mescolare e setacciare di nuovo, tutto insieme, un po’ come nella mia Crema al Latte. Unire il latte condensato, la cannella, la scorza di limone e mescolare. Porre su fuoco dolce e lasciar addensare, a me son bastati 10 minuti, la consistenza deve essere quella di una Crema Pasticciera. Far raffreddare in frigo con pellicola a contatto. Una volta fredda addizionare questa crema con 500ml di panna fresca montata.


La Torta, sia in versione Millefoglie pura, sia in versione Diplomatica, si prepara il giorno stesso della consumazione, al fine di preservare la croccantezza della sfoglia… quindi ho preparato il pds basso e la crema la sera precedente, di buon mattino ho aggiunto la panna montata alla crema ed ho cotto la sfoglia… appena questa si è raffreddata, ho assemblato il tutto in modo che la torta risultasse saporita e ancora ben croccante per le h 20…
Per farcire la torta ho disposto il primo strato di sfoglia fissandolo al vassoio con un pochino di crema ;) l’ho ricoperto con la crema, sopra la crema ho sparso l’ananas tagliato a pezzetti… poi ho adagiato su questo strato il pds e l’ho bagnato con del succo d’ananas al naturale… di nuovo uno strato di crema, uno d’ananas a pezzetti e copertura con la sfoglia. Ho stuccato subito con panna montata e lasciato riposare in frigo.


Nel pomeriggio ho decorato con panna montata sia bianca, sia colorata di viola/lilla e completato con i medaglioni, i fiori e le farfalle di pdz… la foto di Violetta l’ho ricavata seguendo un metodo già provato altre volte (qui e qui)…

La torta è stata un successo!!! Rebecca contentissima, le sue amichette incantate… ed anche le mamme delle amichette devo dire!! :D Foto della fetta? Macché! Andava via così velocemente che non ho fatto in tempo… perché?? Perché, ovviamente :/ il taglio e lo sporzionamento toccano sempre a me e nessuno mi regala foto interne delle mie torte L Avanzata? Direi che per poco non bastava!!!


Sono soddisfatta…


AUGURI BELLA DI ZIA!!!

mercoledì 16 luglio 2014

Maritozzo alla Nutella? No, di più!

Decisa da tempo a sperimentare un lievitato d’autore, l’occasione è arrivata grazie a mia cognata… luglio è il mese dei compleanni in casa sua, primo fra tutti quello di Rebecca (le torte degli altri Rebecca B-Day qui, qui e qui).
Oltre alla torta, che posterò a breve, il suo desiderio per la festa di compleanno era quello di servire un mega-maritozzo alla Nutella, così come è di moda in questi ultimi due anni… unica richiesta VERA: “Fai come ti pare, ma fammi fare bella figura”!!!

Accidenti che responsabilità! J

Naturalmente ci penso per tempo… il mio problema è uno solo: io NON USO LA NUTELLA!!!

All’opera! Quindici giorni prima mi metto alla ricerca della ricetta perfetta… i miei sperimentatissimi maritozzi (qui, qui e qui) mi farebbero fare un figurone, ma già che ci sono perché non provare altro?

Lo stimolo viene dal gruppo FB di Paoletta Anice&Cannella… la ricetta però è di Sua Santità della Pasticceria, Iginio Massari… parto dalla Brioche Diplomatica farcita con ganache consigliatami nel gruppo e finisco con la Brioche Parisienne del secondo… e decido per una farcia con Mousse Chocolat!

Su le maniche e impastiamo!

…ah, dimenticavo… occorrono 3 giorni per questa delizia… e qualche tocco a modo mio… la ricetta originale è su Massari I., Zoia A. - CRESCI (L'Arte della pasta lievitata), ed. Pavoni,1999.

Non segnalo quali sono le mie variazioni perché ve la renderei troppo complicata J per realizzare la mega-brioche a forma di 6 ho impastato il doppio delle dosi che scrivo, che sono sufficienti per una brioche cotta in stampo da plumcake lungh. 25/30cm o da ciambella diametro 26/28cm…

La Brioche Parisienne

Mercoledì h 17.00 - preparazione del primo impasto (biga): 60g di farina W350 (p.s. e la Manitoba? Evitiamo!), 50g di uova, 30g d’acqua tiepida, 30g di Lievito Madre essiccato, 3g di miele d’acacia.
N.B. nel caso in cui si voglia utilizzare il lievito di birra sono sufficienti 8g (in estate anche meno... e toglietevi dalla testa che dovete mettere un cubetto - 25g di ldb - in mezzo chilo di farina e far lievitare 3 ore!!! Ma non sentite che i vostri prodotti hanno quel forte retrogusto di lievito?? Ne basta meno della metà della metà e allungare la lievitazione :P).

Sciogliere il LM con l’acqua, unire le uova e lasciar incorporare… di seguito il miele e da ultima la farina setacciata. Impastare, volendo anche in planetaria, impellicolare e lasciar lievitare la biga a 24/26° fino a che avrà triplicato il suo volume. Porre in frigo nella parte più in basso fino alle h 17.00 del giorno successivo.


Giovedì h 16.00 – tirar fuori dal frigo la biga e lasciarla a t.amb. per un’oretta (due in inverno) –

Giovedì h 17.00 - preparazione secondo impasto: biga, 240g di farina W350, 50g di zucchero, 8g di sale, 12g di miele, 160g di uova, 210g di buon burro bavarese a t.amb., scorza grattugiata di arancia e limone, qualche goccia di estratto di vaniglia.

La ricetta consiglia di idratare la farina una ventina di minuti prima che sia pronta la biga, mescolando tutta la dose di farina con le uova sufficienti ad idratarla, comunque non tutte!!! Dopodiché lasciar riposare 20 minuti e proseguire nella preparazione… ecco, con questo procedimento mi son trovata male durante il primo tentativo! È sicuramente a causa della mia inesperienza che mi son trovata con un impasto grumoso :/ uhm… per cui anziché seguire queste indicazioni ho battuto leggermente la metà delle uova previste con la frusta a filo ed ho aggiunto poca alla volta la farina setacciata fino a formare un impasto morbido… non ho comunque utilizzato tutta la farina… a questo punto ho sostituito la frusta a filo con quella K. Unire la biga e avviare la planetaria a vel. minima fino a che gli impasti si sono amalgamati e il tutto ha iniziato ad incordarsi. Ora bisogna armarsi di pazienza e tempo: unire in quattro riprese il resto delle uova, un po’ di farina. Con le prime tre aggiunte unire lo zucchero, con l’ultima il sale. Terminati gli ingredienti spegnere la planetaria, scrostare la ciotola e ribaltare l’impasto. Dopo l’ultimo inserimento lasciare che l’impasto incordi e aggiungere il miele, le scorze grattugiate e la vaniglia. Si può leggermente aumentare la velocità della planetaria e aspettare che l’impasto sia ben incordato, a questo punto inizia l’inserimento del burro in piccoli fiocchetti: aggiungerlo in quattro riprese, ogni volta lasciar incorporare, spegnere la macchina, ribaltare, riavviare e unire un altro quarto fino a completamento. Io sono riuscita ad incorporare tutto il burro richiesto, tuttavia se ci si accorge che l’impasto non lo assorbe più fermarsi o si rischia di smontare tutta la massa: è fondamentale non perdere l'incordatura!!
Montare il gancio e riavviare la macchina a velocità 2 per 3 minuti al massimo. L’impasto finale dovrebbe avere una temperatura di 26°.

Far lievitare fino al raddoppio. Sgonfiare e dare un giro di pieghe e tre, formare una palla e sistemarla in una ciotola impellicolata nella parte bassa del frigo da un minimo di 12 ore, ad un massimo di 16 ore.


Venerdì tra le 10 e le 14 – tirar fuori dal frigo e lasciare la ciotola a t.amb. per un’oretta, dopodiché sgonfiare e formare. Nel caso di stampo da plumcake o da ciambella formare da 7 a 10 palline, arrotondarle e disporle nello stampo scelto o foderato di carta da forno o imburrato ed infarinato… nel caso della formatura a numero ho realizzato la forma con la carta stagnola che poi ho rivestito con carta da forno, come si vede nelle immagini.
Spennellare la brioche tuorlo, latte e un pizzico di sale, porre di nuovo a lievitare fino a che l'impasto raggiunge il bordo dello stampo.
Prima di infornare lucidare ancora. Cottura in forno statico a 170°, 25 minuti… col mio forno è occorso più tempo, tuttavia fare attenzione a che la superficie non scurisca troppo, in caso avvenga coprire la brioche con carta stagnola e terminare la cottura.

Lasciar raffreddare su una gratella…


Sabato h 14,00 – preparazione di una Mousse Chocolat… per l’esattezza questa, a cui ho sostituito il cioccolato fondente al 55% con cioccolato gianduja lasciando invariate le proporzioni… farcita la Brioche l’ho posta in frigo…

Sabato h 18,00 – decorazione con cioccolato gianduja fuso…  

Sabato h 19,00 FESTAAAAAAAAAAAAAA!!!! J

foto by sabry



Impressioni degli invitati: BUONISSIMA! FAVOLOSA! ESAGERATA! SI SCIOGLIE IN BOCCA!

Commenti: EH, MA QUESTA LA FACCIO ANCHE IO! Risposta: ehm… no, non credo che sia esattamente questa!!! :P






foto by sabry
Un doveroso ed infinito GRAZIE va a Sua Santità della Pasticceria, Iginio Massari!

Il secondo immenso GRAZIE al maestro Santin per la Mousse!

Il terzo GRAZIE a Paoletta per l’ispirazione!!!

L’ultimo, ma non ultimo, a coloro che mi han fatto taaaaaanti complimenti!!!!

Ed io che impressione ho avuto?
Sicuramente devo migliorare…
e pure tanto, soprattutto in fase di formatura!


venerdì 4 luglio 2014

Polpette Sfiziose

Sempre alla ricerca di ricette sfiziose per deliziare il palato dei miei uomini (marito e figli), tempo fa scovai una ricetta di polpettine niente male su un allegato di Sale&Pepe


Inutile sottolineare che qui in casa le polpette sono un must e le consumiamo in tutte le salse… di carne, di verdure, di pesce, cottura in bianco, in pizzaiola, al forno con patate, accompagnate da puree varie, farcite, lisce… non siamo gran mangiatori di carne, ma se e quando la mangiamo, preparo volentieri polpette!! Non sto certo qui a postare ogni volta un tipo o l’altro delle stesse e quando lo faccio è perché ho trovato il risultato particolare, insolito, valido J

Queste polpette erano in origine polpettine da aperitivo, base pollo, un finger sfizioso, io le ho trasformate a modo mio in piatto adatto ad una cena in famiglia!! Come? Con qualche modifica qua e là... e formandole più grandi della taglia simil-oliva ascolana :D

 Polpette Sfiziose

x4: 2 fette di pane senza crosta, latte q.b., 300g di petto di tacchino macinato, 50g di prosciutto cotto macinato, 1 piccolo scalogno, 1 piccolo cipollotto di Tropea, 1 uovo, 2 cucchiai di paprica, 4 cucchiai di farina, 2 cucchiai pangrattato di mais, olio evo, sale.


Ammorbidire il pane bagnandolo con del latte. Mescolare la carne ed il prociutto allo scalogno e al cipollotto finemente tritati. Aggiungere il pane strizzato dall’eccesso di latte, l’uovo, 1 cucchiaio di paprica, 1 cucchiaio di pangrattato ed 1 di farina, da ultimo aggiungere il sale. Lavorare per amalgamare bene tutti gli ingredienti. Mescolare ciò che resta della farina, della paprica e del pangrattato, formare le polpette e rotolarle nel composto paprica/farina.
Cuocere le polpette in olio evo… io comunque non le friggo, le rosolo tutt’al più J






Servire calde… io le ho accompagnate con salsa olandese e pizza al formaggio…