lunedì 3 febbraio 2014

3 febbraio: San Biagio e le tradizioni della mia terra

San Biagio in una vetrata francese XIII sec.
Oggi è il 3 febbraio ed in Abruzzo, la mia terra, è molto sentita la ricorrenza di San Biagio, ricordato dalla Chiesa appunto oggi.
San Biagio è un santo armeno di cui non si hanno molte notizie, si sa che fu medico e vescovo di Sebaste e che il suo martirio (picchiato, scorticato vivo con i pettini di ferro con cui si cardava la lana e decapitato) è avvenuto durante le persecuzioni dei cristiani, intorno al 316 dC. È conosciuto per i suoi numerosi miracoli tra cui, il più famoso, la guarigione di un giovane da una lisca di pesce conficcata nella trachea. Tutt’oggi lo si invoca proprio come protettore contro i mali alla gola ed è considerato anche protettore delle messi, dei suonatori di strumenti a fiato, degli avvocati e dei cardatori della lana.
In diverse città il 3 febbraio si preparano dolci a lui dedicati. Quel che voglio riportare qui è solo un po' di quella che è la tradizione della mia terra.

Nonna J
Mia nonna diceva sempre che “dop la Cannlòra, vè la Biascìòla”, cioè “dopo la Candelora viene San Biagio”… Era una ricorrenza a cui lei teneva, se ne ricordava sempre e non c'era un San Biagio che lei dimenticasse di comprare i taralli,  farli benedire e portarli a noi nipoti... ora che ci penso: ho sempre ignorato il motivo per cui con nonno scelsero il nome Biagio per il loro secondogenito!


Ricordo bene anche il periodo del liceo, quando percorrevo la strada che separa casa dei miei dalla stazione per prendere l’autobus che mi avrebbe portata a scuola… ebbene il giorno di San Biagio i panettieri sostavano fuori dalla chiesa, ci passavo sistematicamente davanti, in attesa della benedizione dei taralli, delle ciambelle, dei pani preparati per l’occasione.

reliquia di San Biagio
a San Flaviano
Il culto per San Biagio è tra i più diffusi in Abruzzo. Molti sono i riti devozionali e quello della benedizione e distribuzione dei pani e dei taralli è solo uno dei tanti… per raccontare tutti i riti dedicati alla celebrazione della festa di San Biagio ci vorrebbero giorni e giorni… mi fermo a dire che nel duomo di San Flaviano a Giulianova, a pochi km da dove vivo, è conservato il braccio di san Biagio in un raffinato reliquiario in argento dalla foggia di braccio con mano benedicente e recante una palma, datato 1394 e firmato da Bartolomeo di sir Paolo da Teramo.




Per la ricetta ho scelto quella dei taralli dolci del Ilpasticcione. Una ricetta semplicissima, un impasto semiduro zuccheroso in superficie e col leggero profumo di semini d’anice… proprio come i taralli che mangiavo da bambina ;) esistono tante versioni di taralli e tanti differenti impasti… a me, oggi, son piaciuti così!!

Taralli di San Biagio

500g farina 00, 200g uova, 80g olio evo, 120g zucchero, 10g semi di anice, 8g lievito per dolci, una grattugiata di scorza di limone.

Impastare la farina con tutti gli altri ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo… io ho lavorato con la planetaria a vel. media e gancio impastatore fino a che l'impasto è risultato liscio e leggermente appiccicoso (non troppo eh!!)
Dividere l’impasto in 5 parti uguali e formare dei salami della lunghezza di 15cm… io ne ho fatti 5 più grandi e diversi più piccini.


Rotolarli nello zucchero semolato e chiuderli a tarallo. Infornare a 180° per circa 30 minuti J



Notizie tratte da: abruzzo24ore.tvilpasticcione.net


4 commenti:

  1. Ma dai, il mio secondo nome è Biagia, come la mia nonna, e non sapevo nulla di tutto ciò! Grazie!

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  2. un bellissimo post,mi e'piaciuto molto leggerlo :)

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