domenica 22 settembre 2013

Tabella Porzioni

Spesso, nell’accingerci a preparare una torta, ci chiediamo quale sia la dimensione giusta per una torta a seconda delle porzioni/persone che dovranno consumarla. Con questa “tabella” cerchiamo quindi di regolarci al meglio.

Le porzioni sono da intendersi per torta finita (ovvero farcita e decorata) e tengo a sottolineare che tutte le tabelle sono state trovate sia online sia su libri di pasticceria professionale che riportano queste porzioni con uno scarto di più o meno 5 porzioni.
Qui parliamo di una porzione di torta farcita per feste come matrimoni, battesimi, compleanni,… cioè feste in cui la torta arriva dopo un succulento menu. La fetta dovrebbe pesare dai 100 ai 150g… una fetta da 100g di torta, tipo Pan di Spagna, farcita con crema pasticciera e decorata solo con panna fa già 500 Kcal… a me capita spesso di far torte per almeno una cinquantina di persone e seguire questa tabella, ebbene con lo stampo da 30cm, cioè meno del previsto, viene una torta con cui accontento tutti.
C'è da dire, però, che le fette che in casa consideriamo "normali" sono eccessive a prescindere, salvo poi mangiare liberamente quanta torta si desideri... diciamo pure che siamo abituati a fare il bis quindi è ovvio che le porzioni riportate in tabella possono sembrare misere… ma nulla vieta, e non smetterò mai di ripeterlo, di utilizzare la misura di teglia immediatamente più grande rispetto a quel che ci serve, se la misura consigliata sembrasse scarsa.

Inoltre abbiate fiducia, quelli scritti sono proprio centimetri, e non pollici (inch)… come ha obiettato qualcuno in altre sedi… se fossero pollici la teglia da 40 pollici corrisponderebbe ad una teglia da 100 centimetri, ovvero da un metro di diametro, ...un tantino esagerato, no? ;)


Teglia rotonda
diametro 10 cm......  6 persone
diametro 15 cm...... 12 persone
diametro 18 cm...... 17 persone
diametro 20 cm...... 20 persone
diametro 24 cm...... 28 persone
diametro 26 cm...... 35 persone
diametro 28/30 cm... 40 persone
diametro 35 cm...... 60 persone
diametro 40 cm...... 75 persone

Teglia quadrata/rettangolare
(per la rettangolare il lato che riporto è il lato più lungo)
lato 15 cm...... 12 persone
lato 20 cm...... 20 persone
lato 25 cm...... 30 persone
lato 30 cm...... 48 persone
lato 35 cm...... 63 persone

lato 40 cm...... 80 persone

venerdì 20 settembre 2013

"LA" Mousse al Cioccolato

"LA"... già: "LA" Mousse al Cioccolato!! Ne ho provate tante, ma questa per me, secondo quelli che sono i miei gusti, è una Mousse d'Eccellenza... e non potrebbe essere altrimenti con la ricetta di uno tra i grandi Maestri della Pasticceria Italiana contemporanea: Maurizio Santin...

Mousse al cioccolato di Maurizio Santin
(senza uova) 

400g di panna liquida fresca, 500g di cioccolato al 55% (430g se al 70%, 360g se all'85%), altri 300g di panna che andrà montata.


Tritare il cioccolato e raccoglierlo in una ciotola capiente(vetro o acciaio). Portare fin quasi ad ebollizione i 500g di panna fresca e versarla ancora ben calda sul cioccolato tritato, mescolando energicamente con una frusta a mano fino a quando il cioccolato sarà completamente fuso.
Lasciar intiepidire a temp. ambiente, dopodiché amalgamare delicatamente la panna montata alla ganache ottenuta. Versare negli stampi individuali o nella forma desiderata e riporre in frigorifero. Attendere 6 ore prima di consumare... decorare con croccante di frutta secca triturato ;)

giovedì 19 settembre 2013

Tempi, temperature ed incidenti di percorso

...girovagando sul web ho scovato questi utili consigli ed ho pensato di condividerli anche qui ;)

Oltre alla precisione delle dosi e della lavorazione dei dolci ci si deve attenere ad altre regole, se pure di secondaria importanza, che però spesso determinano la riuscita della ricetta.

Lievitazione di una pasta
Per impasti lievitati quali pizza, pane, focacce,...: è detto che per ottenere una buona lievitazione è necessario il caldo: utensili caldi, camera calda senza correnti d’aria, forno caldo. Il caldo però dev’essere ben dosato: nell’ambiente la temperatura dovrà oscillare tra i 20° e i 25°. La pasta dovrà essere messa in un recipiente più grande del volume che dovrà raggiungere e dovrà essere coperta con un tovagliolo bagnato con acqua calda e ben strizzato per impedire alla superficie della pasta di seccare... aggiungo che anche sigillare  il recipiente con pellicola alimentare permette alla superficie di non seccare. Il processo di lievitazione sarà perfetto quando la pasta avrà raddoppiato il suo volume iniziale.

Cottura dei dolci
Tempi e temperature di cottura per i seguenti impasti intesi in teglia rotonda di diametro medio (da 22 a 28 cm).
Pasta frolla 200° per 25/30 min.
Pasta sfoglia 200° per 15/25 min.
Pan di Spagna 150° per 25/30 min.
Soufflés 180°/200° per 25/30 min.
Meringhe fatte con meringa all'italiana 120°/125° per 30/35 min.
Bignè (pasta choux) 200° per 15/20 min.
Torta margherita 180°/200° per 40/45 min.
Focaccia 175° per 40/50 min.
Torta secca 175° per 65/70 min.
Panettone casalingo 175° per 55/60 min.
Biscotti con lievito 140° per 20/25 min.
Calore del forno
In molte ricette troviamo scritto "infornare in forno con calore basso, alto, ecc...", vediamo cosa vuol dire:
Forno al calore basso da 140° a 150°
Forno al calore moderato da 175° a 190°
Forno al calore caldo da 200° a 230°
Forno al calore caldissimo da 240° a 275°

Se poi il forno non fosse dotato di termostato, basterà appoggiare sul piano un pezzetto di carta bianca comune; essa diventerà dorata in:
- mezzo minuto se il forno è caldissimo.
- un minuto se il forno è caldo.
- un minuto e mezzo se il forno è moderato.
- tre minuti se il forno è basso.

È necessario ricordare che:
- s’inforna sempre in forno già caldo, affinché il grasso contenuto nella pasta non si sciolga repentinamente, impedendo la lievitazione;
- di mettere lo stampo di forma alta nella parte bassa del forno, le tortiere di media altezza e le pastine o biscotti, disposti sulla lastra del forno unta, un po’ più alto; non aprire mai il forno prima che siano trascorsi 30 minuti per non interrompere la cottura del dolce;
- coprirlo con fogli di alluminio se si deve proteggerlo dal calore che viene dall’alto e inumidire l’aria che circola nel forno ponendo in esso un recipiente contenente dell’acqua.

Come essere certi della cottura completa del dolce?
La "prova del 9", pressochè infallibile, si ha infilando nel dolce uno stecchino: se uscirà pulito ed asciutto il dolce sarà senz’altro cotto.

Le torte a volte non riescono bene, perché?
Elenchiamo le possibili cause:

Torta NON LIEVITATA: forno troppo caldo, insufficiente zucchero, battitura eccessiva (per battitura eccessiva si intende dopo l'aggiunta di farine, lieviti, ecc... per cui è sempre meglio nei dolci delicati tipo pan di spagna, aggiungere farine e/o fecole mescolando delicatamente, a mano, con una spatola, eseguendo movimenti dal centro verso l'esterno e dall'alto verso il basso;

Torta POCO LIEVITATA: bianchi d’uova sbattuti troppo o troppo poco, troppa battitura di tutto l’impasto, tortiera troppo larga, forno troppo caldo;

Torta con strato COLLOSO E PESANTE sul fondo della teglia: insufficiente battitura dei tuorli di uova, insufficiente miscelatura;

Torta con superficie APPICCICOSA: troppo zucchero, cottura insufficiente.

Torta con superficie SCREPOLATA: troppa farina, forno troppo caldo.

Torta con superficie PESANTE e SPESSA: troppa farina, cottura troppo prolungata, forno troppo caldo, zucchero e grasso insufficienti".

Torta che si gonfia solo al centro creando il cosiddetto "vulcano" potrebbe dipendere dal forno, dal tipo di circolazione del calore al suo interno e dallo stampo, si... dallo stampo perchè la parte periferica dello stampo si scalda prima, alzando la temperatura, e può bloccare la lievitazione della parte periferica del dolce... il centro della torta invece lievita lentamente. Se il calore venisse solo da sotto la lievitazione sarebbe molto più uniforme.... si può provare ad ovviare al problema rivestendo lateralmente le tortiere con fogli d'alluminio o carta da forno.

Torta che si sgonfia al centro: può dipendere dal raffreddamento!! I forni di casa non sono uguali a quelli professionali, infatti si raffreddano molto in fretta, quindi bisogna avere qualche accortezza in più. Ad esempio: accendere il forno prima della cottura ad una temperatura di 10° superiore a quella indicata nella ricetta... l'ideale è accenderlo prima di mettersi a preparare la torta... Quando si inforna riabbassare la temp. a quella indicata nella ricetta. Il dolce deve cuocere per il tempo necessario, che non sempre corrisponde a quello scritto su una ricetta: una torta morbida di solito deve stare almeno 45 min e non 30... il trucco sta nell'abbassare il forno e lasciarla dentro 10 min in piu di quanto scritto nella ricetta... poi spegnere il forno e lasciarla raffreddare a forno chiuso... per vedere se è cotta usiamo il metodo dello stecchino, ma è bene  comunque lasciala a raffreddare completamente nel forno senza aprirlo.

mercoledì 18 settembre 2013

Piccoli Gioielli

In questo post svelo la ricetta per questo piccolo gioiellino, tanto bello d’aspetto quanto squisito al palato ;)

Gelatina di Ibisco e Melograno
con Mousse di Yogurt, Miele e Zenzero

X 20 finger
Gelatina di Ibisco e Melograno: 500ml di infuso di Ibisco (Rosa Canina/Karkadè), 150ml succo di melagrana, 2 cucchiai di zucchero, 14g di colla di pesce (gelatina in fogli), 1 cucchiaino di succo di limone.



Preparare in anticipo un infuso di Ibisco in quantità sufficiente alla ricetta. Mettere a bagno la colla di pesce in una tazza con acqua fredda per 10/15 min. Intanto scaldare l’infuso con il succo di melagrana, lo zucchero e il succo di limone filtrato. Togliere dal fuoco e unire la gelatina strizzata, mescolare finché sarà completamente sciolta. Lasciar raffreddare a temperatura ambiente per una decina di minuti dopodiché dividere la gelatina nei bicchierini e metterli a solidificare inclinati, io mi sono aiutata con gli stampi da muffin, ma vanno bene anche i cartoni delle uova (ben puliti). Far riposare in frigo 2 ore.

Mousse di Yogurt, Miele e Zenzero: 300g di yogurt greco, 50g di miele d’acacia, 2 cucchiaini di zenzero fresco grattugiato, 50ml di panna fresca, 8g di colla di pesce.



Tenere tutti gli ingredienti a temp. ambiente almeno 30 minuti prima di iniziare la preparazione.
Mettere a bagno la colla di pesce in una tazza con acqua fredda per 10/15 min. Intanto mescolare lo yogurt con il miele e lo zenzero. Scaldare la panna in un pentolino a fuoco dolcissimo senza farla bollire, strizzare la colla di pesce ed unirla alla panna lasciando che si sciolga. Unire la panna allo yogurt passandola attraverso un setaccino a maglie fitte. Amalgamare bene il composto, volendo anche con un veloce giro di frusta elettrica, ma attenzione perché la gelatina tende a rapprendere velocemente a contatto con un alimento freddo (per questo gli ingredienti andrebbero tenuti a t.amb.). Versare la mousse sulla gelatina di Ibisco. Lasciar rassodare in frigo per un paio d’ore… decorare con chicchi di melograno e foglioline di menta fresca.

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Però… c’è un però… la prima volta che ho preparato la mousse di yogurt ho seguito la ricetta scovata su un sito americano che la abbinava già ad una gelatina… è stato un fallimento! La gelatina squisita e la mousse pastosa… non riesco a capire il perché… forse perché dovevo solo seguire il mio istinto che mi suggeriva di fare la mousse come già sapevo farla e non avventurarmi in quella nuova ricetta… :O
…mi consolo pensando che anche i migliori commettono errori, quindi io, che non sono affatto tra i migliori, posso anche permettermi di fare un botto ogni tanto, no?? :D





La seconda volta è andata notevolmente meglio, la ricetta “buona” è quella riportata in questo post: la mousse stavolta è della giusta consistenza e risulta vellutata al palato ;)

lunedì 16 settembre 2013

Follia di Cacao

Anni fa mi trovai a passeggiare per la prima volta lungo Corso Manthonè a Pescara. L'occhio mi cadde su un Menù esposto fuori da uno dei numerosi locali della zona...

Casa natale di G. D'Annunzio
Corso Manthonè - Pescara
Da allora non ho avuto che un pensiero... un pensiero che ho scacciato più e più volte con la scusa del tempo, della "particolarità"...
Mio marito ogni tanto incalzava chiedendomi di provare a preparare "quella cosa"... ed io puntualmente rifiutavo dicendo che non avrei mai saputo realizzare "la cosa"!
Argomento chiuso! ...poi il pensiero tornava in una serie di cicli e ricicli vichiani: passeggiata a Pescara, lettura di Menù particolarissimi ed il ricordo di quel desiderio... facevo spallucce e mi mascheravo dietro al "tanto la mia idea non funziona" perchè quel piatto, "quella cosa", era abbinata sempre e comunque a gusti salati, in fondo era un primo piatto... uff...

Tre giorni fa, complici le chiacchierate con mio figlio (quello che ha studiato da chef), ci lanciamo all'avventura: lui avrebbe tentato alla Country House, io avrei tentato a casa... lui col classico primo piatto "salato" ed io col dolce che mi frullava in testa da anni, ma che mai avevo avuto il coraggio di sperimentare...

Certo è che, se tenterete questa mia follia, dovrete dimenticare il concetto di pasta ed entrare in un modo diverso di concepire il dessert.
Probabilmente non ho inventato nulla, in cucina è sempre così: pensi di aver scoperto e/o inventato qualcosa, poi magari scopri che non è così… pazienza, mi dico… e comunque io questa ricetta non l’ho trovata in giro per il web, come non l’ho trovata nei libri di cucina… 
Sostanzialmente ho “tradotto” la Carbonara in “Carbonara dolce” pensando uno ad uno gli ingredienti che potevano sostituire e trasformare la tradizionale in “dolce”. Ho fatto una sciocchezza? Mah! Qui in casa il “nuovo” dolce è stato apprezzato tantissimo ed insieme abbiamo anche cercato di capirne i punti di forza ed i punti deboli ;)

Follia di Cacao
ovvero “come ti trasformo la Carbonara”

Le Tagliatelle al Cacao (per 12 nidi): 175g di farina 00, 25g di cacao amaro in polvere, 2 uova medie, un goccio di liquore al caffè.

Il condimento: 100g di pinoli (o altra frutta secca sminuzzata), una noce di burro, zenzero candito, zenzero fresco grattugiato, farina di cocco, menta sminuzzata, 1 uovo, 30g di zucchero semolato, zucchero a velo per spolverizzare.


Per le tagliatelle procedere come per qualsiasi pasta fresca, o con la planetaria o sulla spianatoia.
Una volta pronte le tagliatelle porre sul fuoco l’acqua in cui si andranno a cuocere. Salare l’acqua… sì, salare l’acqua, ma non troppo ecco, cioè mettere meno sale rispetto a quando si cucina la pasta tradizionale… sorprendentemente le tagliatelle non risulteranno salate!! Il sale serve a non lasciare la pasta insipida, in questo caso non deve “salarla”, solo insaporirla.
Far sciogliere in padella il burro con i pinoli e lo zenzero candito, attenzione a che non bruci, il burro deve restare di un bel color nocciola.

In una ciotola mescolare energicamente l’uovo con lo zucchero, lo zenzero grattugiato e la menta e tenere da parte.
Cuocere le tagliatelle come una normalissima pasta all’uovo e, nel frattempo, scaldare il forno a 180°. Quando la pasta sarà pronta, scolarla e saltarla in padella col burro ed i pinoli. Unire il composto d’uovo e continuare a saltare. Quando l’uovo si sarà leggermente rappreso formare dei nidi, aiutandosi con una forchetta, e disporli su una placca da forno rivestita di carta da forno. Cercare di raccogliere dalla padella i pinoli e lo zenzero e adagiarli sui nidi, spolverizzare con farina di cocco e lasciar gratinare per qualche minuto.

Una volta pronti sfornare i nidi e servirli in porzione individuale e, se si vuole, spruzzando zucchero a velo sugli stessi… credo che il dessert si accompagni bene con un  vino Passito ;)
 


Eh, magari ho osato un po’, ma il risultato è stato buonobuonobuono!!!! :D



N.B. tengo a sottolineare che questa ricetta è mia, non la troverete MAI in nessun libro, nè in nessun sito, perchè è stata sviluppata da me sulla base delle mie conoscenze e secondo le mie esigenze personali ;) pertanto siete pregati di divulgarla solo ed esclusivamente citando in un link questa pagina del mio blog. Grazie.

sabato 14 settembre 2013

"Till Death Do Us Part"

Ancora un post matrimoniale :O
Questo post aveva bisogno di un titolo che fosse così!! Così impegnativo, così definitivo... così! Dolce come la torta che sto per mostrare. Forte come gli eventi che si sono succeduti durante l'estate!
L'evento su tutti è, senza ombra di dubbio, il MATRIMONIO DI MIO FRATELLO, di quel fratello di cui nessuno avrebbe mai detto si sarebbe sposato!!!

l'invito

Purtroppo il matrimonio è stato celebrato a Belgrado ed io non ho potuto essere presente... una volta tornati in Italia era doveroso festeggiare gli sposi... la nostra mamma ha organizzato un pranzo con i fiocchi, rigorosamente casalingo, per la nostra numerosa famiglia... naturalmente non poteva mancare la torta!!!!

MY "AFTER-WEDDING" CAKE



La torta è la mia Chiffon all'Irish Cream decorata con panna all'Irish Cream, sac à poche e tanta pazienza ;)

Lunga vita agli sposi!
Che sia soprattutto una lunga vita insieme... "Till Death Do Us Part"!
Cari Gianrico e Ana... VVB!

mercoledì 11 settembre 2013

Wedding March...

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Quelli che riporto qui sotto sono gli scatti rubati ai dolcetti protagonisti del Buffet Dolce con cui si sono conclusi i festeggiamenti di un matrimonio, il primo ospitato dalla Country House Il Melograno :P

In alto: Gelèe di Ibisco con Crema di Yogurt e Zenzero.
In basso: a sx Mousse Fondente
a dx Tortino al Cioccolato e Tortino al Bailey's
entrambi accompagnati da una Mousse allo Yogurt.
Prossimamente le ricette ;)

- Stay Tuned -

mercoledì 4 settembre 2013

Scones Tales

Gli Scones sono dei piccoli pani/biscotto spesso di forma rotonda cotti al forno… possono essere dolci o salati e di solito accompagnano la colazione o l’Ora del Tè.

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La loro fama si deve ad Anna, Duchessa di Bedford (1788-1861), la quale in un tardo pomeriggio “inglese” ordinò ai servi di portare tè e pani dolci… tra questi anche gli Scones! Ne fu così entusiasta che da quel giorno ne ordinò ogni pomeriggio, dando inizio a quella che ormai è una radicata tradizione inglese: l’"Afternoon Tea Time". Ancora oggi, in Gran Bretagna, si servono gli Scones durante il Tè Pomeridiano, accompagnati dalla classica panna semi-montata, da confetture morbide o dal Lemon Curd.

L'origine della parola Skone si dovrebbe ricercare nel termine schoonbrot, una parola olandese che significa “bel pane”, oppure credere che provenga da Pietra del Destino, ovvero un luogo della città di Scone, antica capitale scozzese in cui venivano incoronati i re anche dopo i vari cambi di capitale… sulla Pietra del Destino i monarchi del Regno Unito vengono incoronati ancora oggi.



Secondo Sheila MacNiven Cameron in The Highlander's Cookbook, oltre alle altre ipotesi, lo scone potrebbe derivare da un bannock, una focaccia tagliata a pezzetti triangolari... o anche dal gaelico sgonn termine che significa “massa informe” o “gran boccone”.




Per il Webster Dictionary e l'Oxford English Dictionary, gli Scones nascono in Scozia agli inizi del 1500 ed erano dei semplici panini veloci impastati con avena, senza lievito e cotti su piastra. Per servirli si era soliti tagliarli in 4 parti ricavandone così 4 triangoli.
Quando il lievito diventò disponibile per tutti, gli Scones cambiarono volto, diciamo così, e fu più semplice cuocerli in forno, piuttosto che su piastra, trasformandosi nel biscotto ben lievitato che conosciamo oggi. Oggi gli Scones vengono preparati anche con farina di grano o d’orzo, con lievito e poco zucchero ed occasionalmente possono essere glassati.

Nonostante si trovino comunemente in tutti i negozi britannici, per la maggior parte gli Scones sono preparati in casa con ricette che sfidano il tempo e che si trovano nel patrimonio culinario di quelle che sono le ricette di famiglia, considerate preziose più di una qualsiasi ricetta trovata sui libri di cucina.

Griddle Scones
Entrati nella tradizione del Tè Pomeridiano, gli Scones vengono accostati anche al Caffè e preparati con uva passa, leggermente dolci, o con formaggio per la versione salata… in Scozia e nell’Ulster si preparano Scones fritti, se si preparano tradizionalmente si chiamano Griddle Scone, se si preparano con farina di patate prendono il nome di Tattie Scones…
L’usanza di friggere gli Scones si è ben radicata in Nuova Zelanda, dove ormai occupano un posto di rilievo nella cucina tradizionale.
Tra le varianti fritte ce n’è una che prevede una pastella liquida che va colata a cucchiaiate nell’olio bollente… o anche la versione al limone in cui limone e panna sostituiscono burro e latte della ricetta tradizionale… o Scones alla frutta in cui la frutta, disidratata o candita, si impasta insieme alla farina.
Per le versioni salate si trovano varianti con combinazioni di formaggi, cipolla, pancetta,…

Gli Scones “hanno viaggiato”, si sono evoluti ed a volte trasformati… vediamo…

Nel 2006 gli Scones furono scelti dalla Repubblica d’Irlanda come piatto rappresentativo durante l’iniziativa culturale Caffè Europa
In Ungheria esiste un dolce molto simile alla versione inglese, si chiama "pogácsa" e con questo nome è stato adottato dalle nazioni confinanti. I pogácsa sono quasi sempre salati e preparati con aneto e formaggio.

pogácsa

I Pumpkin Scones australiani sono frutto delle sperimentazioni di Florence Bjelke-Petersen che aggiunse purè di zucca cotta all’impasto. Sempre in Australia si preparano degli Scones con i datteri o i Puftaloons fritti.

In America sono più che altro noti nella variante dolce e si servono con caffè e tè. Spesso contengono la classica frutta che troviamo anche in muffin e cupcakes, come anche gli aromi tipici dei dolci americani: mirtilli, lamponi, cannella…

Blueberry Scones

Nello Utah, quelli che chiamano Scones, sono più simili ai pani fritti dei Nativi e sono preparati come un pan brioche con latticello e bicarbonato di sodio, serviti con burro e miele o sciroppo d’acero.

Proseguendo il viaggio troviamo che sono molto famosi in Argentina e Uruguay, dove sono arrivati grazie alle immigrazioni di irlandesi, inglesi e scozzesi.

Fonte: Wheat Foods Council www.wheatfoods.org

Presto qualche ricetta per preparare ottimi Scones... veloci e gustosi!

- Stay Tuned -

lunedì 2 settembre 2013

Paolo's 13th B-Day

Ieri il mio secondogenito ha compiuto 13 anni... non siamo soliti festeggiare "alla grande" perché viviamo in maniera semplice e senza troppi fronzoli e convenzioni, convinti che tanti pro forma non siano assolutamente necessari...
Quest'anno però Paolo desiderava una festicciola diversa e, complice la collaborazione con Il Melograno di cui vi ho parlato nei post precedenti, non potevamo scontentarlo.
Mentre il fratello ha pensato a tutti i salati da servire agli ospiti: bruschette, frittelle, patatine, mini-cotolette, la mamma e la nonna pensavano ai dolci ;)
Generalmente non ama le torte rivestite in pasta di zucchero, stavolta invece ha scelto con cura sia la base, un tiramisù con pan di spagna, sia la decorazione... una decorazione semplice e imperfetta, ma che ha fatto la sua bella scena tra i ragazzi ed i bambini presenti :P 

TANTI AUGURI PAOLO !!!
- papà, mamma e Marco - 





(le foto lasciano un po' a desiderare... scattate al volo mentre tutti si avvicinavano per vedere la torta :O )

La Torta Raffa

Non ho inventato nulla, ho solo combinato colori e sapori cercando un giusto equilibrio per una torta che potesse essere un fine pasto leggero e non eccessivamente dolce ;) la ricetta? Presto... presto ;)