venerdì 30 agosto 2013

Melograno a go-go

Fine agosto-inizio settembre... prima che i melograni esplodano in tutto il loro spendore è bene prepararsi con idee gustose per sfruttare al meglio ogni suo chicco.

Le ricette sono sparse qua e là per il blog :D

Tortini vaniglia e cacao con frosting al mascarpone e salsa al melograno
Tortini vaniglia e cacao con Camy Cream e salsa al melograno

Tortini vaniglia e cacao con Creamcheese e salsa al melograno

martedì 27 agosto 2013

Coulis di melograno

...più che una ricetta stavolta vi regalo delle foto che... mi piacciono particolarmente :D me lo dico da sola che le ho sapute proprio fare? :D

La coulis è una sorta di marmellata veloce... ma è proprio una licenza di definizione che mi prendo io eh... diciamo che è una salsa, una purea, piuttosto veloce che serve ad accompagnare piatti sia dolci, sia salati e può essere realizzata a caldo (come in questo caso) o a crudo, e perfino con delle verdure come accompagnamento di carne e pesce... ovviamente la ricetta per accompagnare i salati differisce un po' :P

La ricetta è semplicissima: 200g di chicchi di melograno sgranati e lavati (attenzione a togliere le pellicine bianche che restano amare), 20g di zucchero, scorza grattugiata di 1/4 di limone.

Mettere tutto in padella e cuocere per 10/15 minuti a fuoco vivo stando attenti a non bruciare tutto... normalmente il tempo di cottura è inferiore, si dovrebbe restare sui 2/3 minuti dall'ebollizione dell'acqua rilasciata dalla frutta, ma io preferisco allungare questo tempo e lasciare che la salsa si addensi proprio come una marmellatina veloce. Questo piccolo particolare permette di conservare la coulis un po' più a lungo... Una volta pronta la nostra salsina, passarla al passatutto per eliminare i semini legnosi, se si avesse la pazienza si potrebbe passare al setaccio, ma il passatutto va benone... non uso invece il frullatore, anche se in questo caso mi sembra ovvio non usarlo per via dei semini... ma non lo utilizzo nemmeno per le coulis di lamponi o fragole, preferisco non "stressare" la salsa :D Conservare in frigo in vasetto chiuso ermeticamente per una settimana ;)






Un Melograno al giorno...

Ma ceeeerto, lo so che non era il melograno a tener lontano il medico... però... però approfondendo la conoscenza del frutto del melograno se ne scoprono delle belle... anzi delle buone!!! :D

In un certo senso con questo post ho iniziato a prepararmi all’autunno, amo questo frutto da sempre e negli ultimi tempi mi è capitato spesso di “averci a che fare” :D come mai?

source image

L’occasione è data dall’apertura, agli inizi di Luglio, della Country House Il Melograno degli amici Paolo e Manola… anche se sarebbe doveroso nominare tutti i soci e tutto lo stupendo personale!!
Nella cucina della Country House lavora anche mio figlio, neo diplomato chef con tanta strada da percorrere e tanta esperienza da fare… Fuori dalla cucina della Country House è stata chiesta una consulenza per la linea dolci a... a ME (a me??)!! O meglio a “…di marzapane…” e non posso che esserne lusingata ed onorata (soprattutto della fiducia)!!!

La pianta del melograno vede le sue origini in un vasto territorio che va dall’Iran all’India, al bacino del Mediterraneo, in particolare lungo le coste tunisine… ricordate Cartagine?? La città punica, così chiamata dai Romani e da cui deriva il nome latino di questa pianta, ovvero Punica Granatum. Da qui, dalle coste europee, il melograno fu esportato anche nelle Americhe all’epoca della colonizzazione spagnola.
Lungo i secoli e nei vari Paesi, il melograno è stato sempre un simbolo.
I Babilonesi ed i Persiani credevano che mangiare melograno prima di una battaglia li rendesse invincibili. Gli Ebrei lo ritenevano simbolo di produttività e ricchezza e nella Bibbia è nominato come uno dei sette frutti della Terra Promessa oltre a rappresentare la santità per la forma a corona del picciolo.

source image

La particolare forma e posizione dei chicchi di melograno, tutti attaccati, lo rendono simbolo del legame coniugale e della fertilità… in Grecia la pianta era consacrata a Venere e Giunone, quest’ultima era infatti protettrice dei matrimoni fecondi. Le donne ateniesi mangiavano i semi del melograno per assicurarsi fertilità e prosperità. Il mito sull’origine delle Stagioni (Demetra e Persefone) è basato proprio su questo frutto.





Tra i Romani era tradizione che le spose intrecciassero rami di melograno tra i capelli come augurio  di fecondità.
Ancora oggi nei Paesi Est-europei lo sposo pianta nel giardino di casa un melograno traendolo dal giardino del suocero, come augurio in vista di una generazione numerosa… e non è tutto! Lo ritroviamo anche nello stemma della città di Granada che deve il suo nome proprio al nostro frutto…

Certo le leggende ed i miti restano tali, ma non si possono negare le proprietà benefiche del frutto particolarmente ricco di sali minerali, vitamine, zuccheri, fibre, flavonoidi, antiossidanti, vari tipi di acidi, tra cui ellagico e gallico, la quercitina e altri principi attivi che lo rendono il frutto della medicina.

Fonti ed approfondimenti:

A seguire posterò diverse ricettine a base di melograno ;)

- Stay Tuned -

venerdì 23 agosto 2013

Angelo's B-Day

Messaggio della mia amica Lella... tutto in gran segreto per il 32° compleanno del suo maritino amante del ciclismo.... nasce così questa Steffanina alla Vaniglia con bagna speziata, farcita con crema al latte al melone e gustosi cubetti di melone fresco... giuro che ho beccato la frutta favorita dal festeggiato senza saperlo, visto che Lella mi aveva lasciato carta bianca per l'interno ;) 

La copertura e la decorazione in pasta di zucchero, nonostante io non sia una fanatica della pdz, nè mi ci dedichi molto, rappresentano i colori della maglia del Campione del Mondo di Ciclismo e la bicicletta verde (dalle ruote storte :D ) simile a quella del campione preferito da Angelo, Sagan...è stata un'avventura perchè ho dovuto preparare la torta alla velocità della luce, alla fine però ha soddisfatto tutti :D

BUON COMPLEANNO!!!!!







mercoledì 14 agosto 2013

Crema ChocoCoffee

Prima di partire per qualche giorno e lasciar il blog a sonnecchiare vi lascio un post veloce,  cremoso... e slurposo adatto ai dolci ferragostani:P

CREMA CHOCOCOFFEE

Versione senza panna - 6 tuorli, 300g di latte, semi di una bacca di vaniglia, 15g amido di mais, 20g cacao amaro, 120g zucchero, 100g caffè fatto con la moka.

Scaldare il latte miscelato al caffè e aromatizzato con i semi di vaniglia. Nel frattempo montare i tuorli con lo zucchero, aggiungere la farina ed il cacao setacciati e unire il latte a filo. Porre tutto in un pentolino sul fuoco moderato e, mescolando continuamente, cuocere la crema fino alla giusta densità. Una volta cotta allontanare dal fuoco, trasferire in ciotola di vetro, coprire con pellicola “a pelle” e tenere in frigo fino al momento dell’uso.

--------------------


Versione con panna - aggiungere alla ricetta precedente 200g panna fresca montata ed unirla alla crema raffreddata mescolando dal basso verso l’alto per non smontare il tutto.


In entrambe le versioni se si desiderasse una crema senza cacao basta sostituire i 20g di cacao amaro con 20g di amido di mais.

domenica 11 agosto 2013

Tortino Integrale alla Carruba

L'uso della farina integrale si sta rivelando più intrigante del previsto... per consumare la crema usata qui ho realizzato questi dolcetti :P


x 14 tortini: 275g farina integrale, 2 cucchiaini lievito per dolci, 1 cucchiaino bicarbonato, 3 cucchiai farina di carruba, 1 uovo, 130g zucchero, 80 ml olio di mais, 300g latticello (o yogurt/latte metà e metà).

Preriscaldare il forno a 180°, sistemare i pirottini in uno stampo da muffins.
In una ciotola mescolare farina, lievito, bicarbonato e cacao ed in un'altra montare leggermente l'uovo con lo zucchero, la vaniglia, l'olio ed il latticello.
Unire i due composti mescolando per breve tempo.

Versare nei pirottini riempiendoli per 3/4 ed infornare da 20 a 30 min a seconda del forno... (fare la prova stecchino, oppure, più semplicemente, premere un po' la superficie del dolcetto, se torna a posto è cotto, se resta infossato no :P ).

Sfornare i tortini e farli raffreddare 5 minuti nello stampo, dopodiché porli su una griglia fino a completo raffreddamento.


Questi tortini sono stati farciti e decorati con una Crema Diplomatica senza lattosio :P

venerdì 9 agosto 2013

Crema Chantilly e Crema Diplomatica

Crème Chantilly

La Crema Chantilly è… è PANNA!!! PANNA MONTATA aromatizzata alla vaniglia!!!
La Panna Montata è conosciuta fin dal 1500 e se ne trovano cenni in molti scritti dell’epoca, nei quali era chiamata Neve di Latte.

Crème Chantilly

L'invenzione della Panna Montata viene però attribuita a François Vatel, maggiordomo del Castello di Chantilly, che tuttavia si colloca un secolo più tardi rispetto agli scritti cinquecenteschi… da Vatel certo deriva il nome di Crème Chantilly, che compare all'inizio del XIX secolo, ma diventa il comune modo francese di chiamare la Panna Montata solo dalla metà del XX secolo.

Crema Diplomatica

In italiano il nome di Panna Montata rimane molto più usato che Crème Chantilly… questo ha generato un errore molto diffuso: l’usanza tutta italiana di chiamare Crème Chantilly l'amalgama di Panna Montata e Crema Pasticcera, crema che dovrebbe più correttamente essere chiamata Crema Diplomatica.

La Panna Montata (NON VEGETALE e NON ZUCCHERATA) e la Crema Pasticcera vengono mescolate in proporzione variabile a seconda dell'utilizzo e del gusto personale.

Crema Diplomatica

Nella pasticceria classica il rapporto è di 1/3 di panna montata con 2/3 di crema pasticcera, mentre volendo consumarla come dolce al cucchiaio, le due componenti vengono generalmente unite in parti uguali per ottenere un composto più soffice.

L'unione delle due creme per formare un solo composto, origina la definizione di "diplomatica", dal greco: diploma (da diploos=doppio), ossia un qualcosa piegato in due, diviso in due, o anche accoppiato. Da qui viene anche il nome dei "diplomatici", i pasticcini di pasta sfoglia e pan di Spagna, farciti con crema diplomatica.

giovedì 8 agosto 2013

Mezze Maniche & Pesce Ghiaccio

360g pasta (corta o lunga a piacere), 300g di pesce ghiaccio, una ventina di pomodorini piccadilly, prezzemolo q.b., 1 scalogno piccolo, sale, peperoncino e olio evo q.b. (non do mai le dosi di sale, pepe, peperoncino e olio perché ci si può regolare secondo le proprie abitudini).


Lavare e tagliare in 4 i pomodorini e tenere da parte. Lavare e scolare il pesce. Tritare lo scalogno e farlo imbiondire in padella con olio evo. Quando inizia a soffriggere aggiungere un po' d’acqua ed il peperoncino lasciando che appassisca.
Ora esistono due metodi per procedere:

1. Unire i pomodorini e salare e quando il pomodoro è quasi cotto si unisce il pesce e si lascia andare a fuoco vivace per qualche minuto.

2. Unire il pesce, farlo saltare un po’ e solo successivamente unire i pomodorini che andranno fatti cuocere giusto qualche minuto, non devono spappolarsi.



Io preferisco il secondo metodo ;)


Cuocere la pasta come d’abitudine, scolarla e saltarla in padella con il condimento. Spolverare con prezzemolo tritato e servire :D


Cos'è il pesce ghiaccio? Leggi qui ;) 

lunedì 5 agosto 2013

Crema al Cacao (senza uova)

I post in cui condivido le mie creme non possono che essere veloci, senza troppi preamboli nè chiacchiere :D

CREMA al CACAO
(senza uova)

60g di cacao amaro, 40g di amido di mais, 100g di burro, 1 lt di latte, 320g zucchero.



Mescolare in una ciotola il cacao, lo zucchero, l’amido e mescolare con una parte di latte fino a “sciogliere” il composto, aggiungere tutto il latte e passare tutto attraverso un colino perché non si formino grumi. Mettere il “cioccolato” in un pentolino insieme al burro e cuocere a fuoco lento fino all’ebollizione. Una volta raggiunta l’ebollizione, continuare la cottura mescolando fino a quando la crema sarà densa al punto giusto. Allontanare dal fuoco e raffreddare come d’abitudine… essendoci il burro la crema si addenserà comunque durante il raffreddamento.

domenica 4 agosto 2013

Pan di Spagna Integrale

A volte... anzi ormai troppo spesso, ci si trova di fronte ad intolleranze ed allergie, a disturbi di varia natura che costringono a rinunciare ad alcuni alimenti.
Nel mio personale percorso di studio degli ingredienti e di sperimentazione, ben consapevole di non star inventando nulla, ho voluto provare la realizzazione di un Pan di Spagna che fosse totalmente integrale... l'occasione si è presentata con il compleanno di mio cognato.

Tra gli invitati alla sua festa di compleanno ci sarebbero stati diversi amici con intolleranze e patologie... certo nessuno mi ha chiesto di fare una torta particolare, mangiare qualcosa di "normale" una volta ogni tanto non pregiudica nulla, a meno che non si tratti di vere e proprie allergie... da questo mio ragionamento, da alcune ricerche, da un po' di fantasia è nato questo Pan di Spagna...

Pan di Spagna Integrale



6 uova, 180g di zucchero integrale di canna, 180g di farina integrale, scorza di limone grattugiata e/o qualche goccia di estratto di vaniglia, 10g di lievito per dolci.




È importante che tutti gli ingredienti siano a temperatura ambiente e controllare se la farina è davvero integrale, come? leggendo qui!!
Normalmente non uso lievito nel Pan di Spagna, stavolta l'ho fatto nell'incertezza della riuscita con la farina integrale ;)

Iniziamo!!
Setacciare la farina, rimarrà della crusca nel setaccio, si può toglierla così come si può riaggiungere alla farina setacciata, io l’ho tolta.

Preriscaldare il forno a 180°. Imburrare ed infarinare una teglia da 26cm di diametro.

Separare i tuorli dagli albumi e montare a neve fermissima questi ultimi con qualche goccia di limone (vi ricordo che il famoso pizzico di sale non serve a nulla, leggete qui :P ) e tenere da parte…

Montare i tuorli con lo zucchero e la scorza di limone (o le gocce di vaniglia) per almeno 10 min, il composto naturalmente non diventerà chiarissimo come accade con lo zucchero bianco, ma assumerà un bel colore ambrato e sarà gonfio e cremoso.


Aggiungere alla montata di tuorli, in maniera alternata, la farina e gli albumi… questa operazione andrebbe fatta a mano per non smontare il tutto… io la faccio con la planetaria, frusta a filo e velocità minima, ci si impiega un po’, ma il risultato è garantito ;) Da ultimo aggiungere il lievito, rigorosamente setacciato con un passino a maglie fitte, e mescolare brevemente.

Versare nella teglia ed infornare per 30/35 min… ma ognuno, come ricordo spesso, conosce il suo forno e sa come regolarsi al meglio, il mio è un normale forno a gas, né ventilato, né con programmi speciali :P  l’unica avvertenza è quella di non aprire il forno prima dei 30min per evitare di inibire la lievitazione… ci si può regolare anche controllando il colore del pds, che dovrà essere di un bel marroncino e facendo, passato il tempo indicato, la prova stecchino. Una volta cotto spegnere il forno, lasciare il pds nel forno caldo per 10/15 min con lo sportello leggermente aperto, dopodiché tirar fuori la teglia e far raffreddare per una quindicina di minuti… sformare e finire il raffreddamento su una gratella ;)


La casa è stata invasa da un profumo intenso e dolce rilasciato dalla cottura dello zucchero di canna... ottimo!!! Da riprovare alla mia maniera classica, ovvero senza lievito ;)

Guido's B-Day

Un post di sole immagini ;) la torta che ho realizzato per il trentesimo compleanno di mio cognato: Pan di Spagna Integrale, bagna al melone e banana, crema diplomatica senza lattosio, frutta... decorazione semplicissima in mmf con i colori dell'Inter... ed ho recriminato tutta la sera per il gran sacrificio calcistico fatto (io sono juventina :D )... le ricette arriveranno pian pianino :P








giovedì 1 agosto 2013

Pesto di Olive Verdi

Non è la prima volta che mi cimento in una ricetta di Nigella e questa mi ha incuriosita per la presenza delle olive verdi… semplice, veloce, irresistibile, ma soprattutto senza cottura!!!

Le dosi sono sufficienti a prepararne un vasetto da conservare in frigorifero per qualche giorno.

PESTO di OLIVE VERDI

100g di olive verdi denocciolate, 5/6 alici sott’olio, 50g di pinoli, uno spicchio d’aglio, la scorza grattata ed il succo di mezzo limone (io ho usato il lime), olio evo q.b., un mazzetto di prezzemolo fresco.


Mettere nel boccale di un robot con buon cutter, o nel bicchiere di un frullatore ad immersione, tutti gli ingredienti e… frullare!! Bisogna ottenere una crema morbida. Regolare di sale, se serve.


Con questo pesto Nigella condisce degli spaghetti integrali, ma qui in casa lo hanno preferito spalmato sul pane.
Ad ogni modo, se lo si vuole sperimentare in un primo piatto, cuocere normalmente la pasta, allungare un po’ il pesto con l’acqua di cottura e saltare spaghetti e condimento a fuoco vivace… servire ben caldo!

Ottimo!!! :D

p.s. da rifare, volendo anche con le olive nere :P

Salade de Fruits... à pois

Caldocaldocaldocaldo accipicchia se picchia sto sole... :D allora frutta a volontà... rigorosamente a palline :D ...ops, excusez-moi... à pois!!

Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie». E così avvenne: la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona Genesi 1, 11-12

images source... & recipe source

con questo post partecipo all'iniziativa

  

di Antonella e di blogacavolo.blogspot